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Aeham Ahmad, Il pianista di Yarmouk

Ho sentito due musicisti suonare il pianoforte e il clarinetto.

Ho sentito le persone che applaudivano e che cantavano insieme al musicista.

Ho sentito melodie arabe accompagnate dalla voce del pianista.

Ho sentito il racconto della storia del musicista.

Il concerto, presentato nel giardino delle Due Torri, è stato un’ottima conclusione per il festival tenuto a Rovigo. È stato di grande intrattenimento per un pubblico di tutte le fasce di età he, per all'incirca un'ora, è rimasto incantato ad ascoltare melodie arabe al piano accompagnato da un sassofono e talvolta dalla voce del pianista.

Aurora Pinato

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Lo spettacolo è iniziato alle 22:00, è durato circa 70 minuti e si è svolto nel Giardino due Torri di Rovigo. All’inizio, Aeham Ahmad ha raccontato la sua storia, affermando che durante la guerra civile in Siria portava con sé il suo pianoforte, esibendosi in mezzo alle macerie. All’interno del concerto, il pianista ha suonato vari pezzi, spesso con ritmi e stili diversi, accompagnato dall’aiuto di un collega che suonava il sassofono. Mentre suonava il pianoforte, il pianista ogni tanto si metteva a cantare e chiedeva poi l’aiuto del pubblico. In questo modo è riuscito a coinvolgere gli spettatori in modo attivo. Inoltre, ad aiutare a focalizzare l’attenzione sul palco, c’erano giochi con le luci che passavano da un colore con una determinata tonalità ad uno con una tonalità del tutto diversa. Secondo me, il messaggio che voleva dare Aeham Ahmad è che c’è sempre qualcosa che può tenere unite le persone, anche nei momenti di maggior debolezza come una guerra civile, e questo qualcosa può essere per esempio la musica. Inoltre, restando uniti, si possono affrontare meglio i momenti difficili e così superarli.

Samuele Masiero

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ph Adelina Memaj