
Il canto e la musica accompagnano lo spettatore in un racconto storico, in una narrazione circolare e ciclica che ci parla sia dell’unicità del tempo, del suo scorrere inarrestabile tra passato e presente, sia della scelta e della decisione umana capace di ridefinire e riformulare le epoche, vera produttrice di storia e di eventi che purtroppo, nella maggior parte dei casi, sono dall’esito assai tragico. La vita e la morte, i conquistatori e i conquistati. Azioni atroci giustificare da un trattato fazioso. Un prima e un dopo che ne modifica gli assetti sociali, politici e culturali. Un rapporto di conflittualità incessante per ottenere il predominio sul territorio e il controllo sulle genti. La distruzione causata da un gesto disperato e folle. Todos los males è un’opera difficile e rischiosa, che non si configura in nessun genere. È un continuo gioco di specchi, di luce riflessa e di abbagli. Lo stato di perenne miopia in cui viene collocato lo spettatore è necessario, paradossalmente, per una più attenta osservazione degli accadimenti. La nudità dei corpi e il loro vestirsi di costumi impropri simboleggiava, secondo la mia opinione, la trasformazione e lo snaturamento della essenza antropologica originaria dei nativi. Ritengo Todos los males una perfetta metafora del teatro, che si muove nelle sue difficoltà e forme. Todos los males è un film che si veste di pelle teatrale.
Lorenzo Campice
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La proiezione è iniziata alle 16:15, è durata più o meno 70 minuti, si è svolta al Cinema Teatro Duomo di Rovigo. All’inizio sono state presentate delle slide che esponevano ciò che è accaduto ai nativi d’America, alternate al video di un’indiana che ballava una danza tradizionale. Il film raccontava la storia di un colonizzatore che arrivò nel nuovo continente e che si innamorò della principessa di una tribù indiana. Inoltre, all’interno del film, attraverso i due amanti, si parlava di quanto i conquistatori fossero più forti dei nativi e di quanta sofferenza abbiano causato. Il film è terminato con le minacce della Chiesa verso i nativi, affermando che qualora essi non avessero accolto le condizioni di pace, i conquistatori avrebbero fatto a loro “tutto il male possibile”. Secondo me, lo scopo del film non era solo quello di sensibilizzare le persone verso quello che è stato un terribile massacro, ma anche quello di mettere in evidenza l’idea che noi ci facciamo del “diverso”: all’interno del film, infatti, erano presenti molte contraddizioni fatte apposta per far capire che non sempre le nostre idee sono giuste.
Samuele Masiero
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La produzione cinematografica dalla grande espressività, proposta dalla compagnia Anagoor, presenta vari aspetti negativi (come lo stesso titolo Todos los males testimonia) della conquista delle Indie da parte dei Conquistadores.
Ciò avviene attraverso la presentazione di una storia d’amore tra un conquistatore e una ragazza del popolo soggiogato.
Grazie ai loro dialoghi, presenti in lirica di lingua francese, è possibile comprendere la storia ed approfondire la loro relazione che, in questo contesto storico, appare così sbagliata.
Il film sembra proporre un nuovo punto di vista con cui vedere l’assoggettamento delle popolazioni americane da parte dei colonizzatori spagnoli.
Serena Bacchiega
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Todos los males è un film che non può essere posto in nessuna categoria definita. Anche se presentava parti narrative, la storia dei conquistadores spagnoli e i loro massacri delle popolazioni inca e maya era raccontata su più livelli. Un primo livello in cui gli attori recitavano, un secondo livello ci faceva vedere il dietro le quinte delle riprese e l’ultimo mostrava persone in teatro con una orchestra dal vivo che vedevano lo stesso esatto filmato che noi stavamo vedendo in sala in quel momento. Il film presentava parti di lirica alternati a totale silenzio e a parti dove c’era una musica quasi rilassante, come se incitasse alla meditazione. L’opera, secondo il mio parere, voleva far immedesimare lo spettatore nei mali che i conquistadores ebbero portato andando a conquistare quelle terre. Inoltre per quanto lo spettatore si sforzi di vedere il bene alla fine della storia, trovarlo è quasi impossibile, il che è in linea con il titolo, Todos los males.
Gabriele Magno
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“Todos los males è una colonna visiva di immagini al servizio della musica, la ripresa cinematografica di una opera lirica del 2022 a Rimini”.
Todos los males, produzione di Anagoor in collaborazione con Kublai Film, è riuscito a catturare lo spirito dello spettacolo teatrale e a renderlo eterno sullo schermo. Il film tratta lo sterminio degli Inca compiuto dai conquistadores, e narra il suo conflitto militare per mezzo di un conflitto d’amore: una principessa Inca, promessa a un marito indesiderato, si innamora di uno dei soldati stranieri che saranno i boia della sua civiltà. Quest’ultimo si dimostra la sua unica via di fuga verso la modernizzazione. La colonna visiva di immagini è in perfetta simbiosi con l’opera lirica e ne riporta tutto lo spirito. Nella fotografia la presenza del corpo è centrale: corpi rossi e bianchi, nudi e armati, dipinti e lacerati, di ieri e dei pochi discendenti che rimangono oggi.
Il corpo è sede e testimone del dolore e delle ingiustizie compiute e subite.
Raffaele Parini