
Linearity è stato un progressivo scioglimento della perfetta linearità, appunto, creata inizialmente. I due performer sono partiti con movimenti rigidi, costruendo sul cemento linee perfette attraverso l'uso del nastro adesivo. Hanno iniziato sempre di più a ballare liberamente con un continuo cambio di musiche, che suonavano quasi confusionarie e scoordinate rispetto a quelle utilizzate in precedenza. L'uso finale di un diverso tipo di nastro, inteso stavolta come uno strumento tipico della ginnastica ritmica che ha lo scopo di costruire linee sinuose e artistiche, ha permesso ai performer di creare nell'aria forme completamente diverse da quelle sul cemento. L'insieme dei "nastri" ha creato una contrapposizione curiosa che ha definitivamente rotto l'equilibrio precedentemente costruito.
Silvia Travaglia
*
Linearity è uno spettacolo quasi completamente muto, interattivo e simbolico. Due interpreti vestiti da operai iniziano a costruire una serie di forme geometriche con del nastro adesivo. All’inizio i movimenti sono rigidi e militareschi, per poi diventare fluidi ed artistici. Il pubblico viene coinvolto nell’opera: certi spettatori sono chiamati ad essere “impacchettati” con il nastro adesivo. Gli sguardi degli interpreti, i loro versi (le uniche forme di parola) ed i loro movimenti rendono Linearity un’esperienza indimenticabile. Mi è dispiaciuto non poter fare il bis con la replica delle 22.
Paolo Meneghetti
*
Questo spettacolo si intitola Linearity, è durato circa 25 minuti. Lo spettacolo partiva con i due ballerini che si sfidano con passi di danza e creano delle linee a terra con lo scotch. Successivamente coinvolgono gli spettatori e si cimentano in una coreografia ancora più complicata. Questa rappresentazione credo volesse esprimere la voglia degli artisti di liberarsi dagli schemi inizialmente molto rigidi ma successivamente molto più sciolti.
Paolo Lavezzo
*
Sentivo lo sguardo penetrante dei ballerini quando guardavano gli spettatori.
Sentivo la musica di sottofondo che dava un ritmo incalzante e un senso di rapidità.
Sentivo il rumore del nastro adesivo che gli artisti utilizzavano durante lo spettacolo.
Sentivo gli urli che i ballerini facevano per dare il senso di sforzo.
Vedevo la competizione che si creava tra i ballerini mentre eseguivano la coreografia.
Vedevo la figura che gli artisti stavano componendo con il nastro adesivo.
Lo spettacolo è iniziato alle ore 18 in piazza Garibaldi ed è durato circa 30 minuti. All’inizio gli artisti si sono messi a girare all’interno di un quadrato disegnato col gesso e guardavano il pubblico con uno sguardo penetrante che catturava immediatamente l’attenzione degli spettatori. Poi hanno iniziato a comporre un quadrato con il nastro adesivo con scritto “LINEARITY” in diagonale, dando inizio a una competizione su chi tra i due avrebbe completato prima la sua parte. Dopo hanno preso due ragazzi e li hanno impacchettati e legati ad altre due persone che si trovavano nel lato opposto al loro. Successivamente i due ballerini hanno iniziato una seconda competizione basata sul come attraversare i nastri che erano rimasti sospesi. Alla fine hanno sfilato usando dei nastri. Secondo la mia opinione, lo spettacolo voleva trasmettere il fatto che non si può imporre alle persone come devono vivere, affrontando così il tema dell’identità di genere in modo creativo.
Samuele Masiero
*
Durante questo spettacolo ho visto diversi passanti che guardavano straniti i due danzatori; ho visto mettere in atto diversi tipi di danze attraverso l’uso dello scotch di carta giallo e rosso fluorescente e ho visto il coinvolgimento molto attivo nei confronti degli spettatori, che sembravano quasi essere fondamentali per incoraggiare i due danzatori a continuare il loro spettacolo, che sembrava quasi una competizione tra i due.
Ha trasmesso molta semplicità e allo stesso tempo purezza, i due coreografi sembrava che stessero esprimendo la loro natura, quasi mettendosi a nudo davanti ai passanti, mostrando ciò che amavano: la danza. Mi è rimasto molto impresso questo spettacolo poiché diverso dai classici spettacoli teatrali, si sono messi in gioco davanti a un pubblico sconosciuto senza timore e angoscia, sentendosi liberi e sicuri della loro passione.
Chiara Sguotti
*
I due ballerini, vestiti con abbigliamento fluorescente, tipico di scalatori e arrampicatori, hanno cominciato lo spettacolo creando a terra un rettangolo con dello scotch giallo. Dopodiché hanno realizzato la scritta LINEARITY, sempre con lo stesso materiale. Per rendere il tutto interattivo Yiorgos, uno dei due ballerini, adescava alcune persone dal pubblico. Alcune di queste venivano legate con del nastro adesivo, altre dovevano solo reggerlo.
Lo scopo, secondo me, era dimostrare la difficoltà dell’essere dritti e che non sempre si può dare linearità a cose che di per sé non possono esserlo. Alcuni esempi sono i continui cambi di musica, l’ordine con cui veniva realizzata la scritta, i diversi tipi di ballo…
Deborah Bedendo
*
Linearity di Joshua Monten è una coreografia per due ballerini intenti a esprimere la loro fluidità attraverso il corpo. La coreografia, nella sua semplicità, si adatta a tutti gli spazi e a tutte le persone, dai più giovani ai più adulti, strappa sorrisi e fa riflettere sull’insensatezza nel cercare di stabilire limiti e confini all’animo e alla espressività umana.
Raffaele Parini