
Lo spettacolo ha visto l’esibizione di due danzatori e due danzatrici. L’inizio è l’esaltazione dello YES in un tripudio di gioia, di movimenti esultanti: l’affermazione di un sì alla vita. Il secondo momento è il NO, espresso con movimenti del corpo in conflitto, fatto di sguardi verso il pubblico di disapprovazione, di negazione, espressi in modo deciso e senza esitazione.
Sembra una negazione quasi totale senza possibilità di appello, quasi definitiva; i movimenti del corpo sono rigidi, scomposti, a volte dissonanti. Il terzo movimento è rappresentato dallo YES/NO messi insieme l’indecisione nei movimenti in cui la coppia YES/NO si afferma in un gioco che sembra non aver fine.
Gli intervalli dei movimenti, degli abbracci e allontanamenti dei danzatori sono brevi, passano da adesione ed affinità a respingimenti reciproci: regna il dubbio inconcludente.
Il quarto movimento finale è la sintesi finalmente vittoriosa verso la ricomposizione come se l’energia dei gesti, degli abbracci, delle intese convergessero nella totalità dello YES.
In questo ultimo movimento i corpi dei danzatori celebrano un inno finale di esaltazione gioiosa e trionfale.
Domenico Saguto
Uno spettacolo giocoso e divertente basato su danza, salti, movimenti veloci, urla liberatorie e richiami per cercar di mandare un messaggio che è il saper dire di no nella vita. La coreografia trasforma il tutto in un mondo affascinante e attraversato da presenza fisica, ritmi e poesia.
Leonardo Andriolli
In Yes/No di Joshua Monten due danzatori e due danzatrici danno vita con il movimento
dei loro corpi al dire "Sì", al dire "No" e al dover scegliere quale dei due dire, concedendo
o negando il proprio consenso.
Lo spettacolo è suddiviso in tre momenti ("Sì", "No", "Consenso") più un "Gran finale"; in quest'ultimo tre membri casuali del pubblico vengono chiamati a scegliere per gli artisti se i prossimi movimenti, senza vincoli di ordine né numero, saranno un "Sì" un "No" oppure un "Forse, non lo so..."
Yes/No è un lavoro che affronta il delicato tema del dire o ricevere un "Sì" o un "No" e di un'eventuale incertezza tra i due.
Il tutto si sviluppa in modo energico ed ironico, in un sempre dinamico gioco di movimenti corporei, sguardi e voci, con anche la possibilità per il pubblico di interagire e influire sul risultato finale.
Davide Baratto