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INTRODUZIONE PROGETTO

laboratorio di cronaca e critica teatrale ideato e condotto da Michele Pascarella


All’interno del progetto del Liceo Scientifico Paleocapa di Rovigo I Cinque Sensi dell'Attore - la sperimentazione dei linguaggi della scena, realizzato con il sostegno del MiC-Ministero della cultura e di SIAE nell'ambito del programma PER CHI CREA, il Festival Opera Prima, organizza un workshop gratuito di critica teatrale rivolto agli studenti delle scuole superiori di Rovigo.

Il workshop, realizzato dal 26 al 30 giugno, sarà guidato dal critico Michele Pascarella che seguirà un gruppo di ragazzi durante l’intera programmazione del Festival, svolgendo un lavoro di approfondimento sullo sguardo e portandoli a produrre degli elaborati scritti che saranno pubblicati online su una pagina apposita del sito del nostro Festival. Iscrizione e partecipazione gratuita agli spettacoli.

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Quando guardo cosa guardo e soprattutto come guardo? Ecco un breve percorso per accorgerci che il modo in cui guardiamo e nominiamo le cose cambia le cose.

Per «guardarsi guardare», direbbe il filosofo.

L’oggetto da guardare: alcuni spettacoli, molto diversi tra loro.

Guardarli e poi raccontarli.

Separando il più possibile quello che si vede dalla propria opinione: sono entrambe cose importanti, ma sono -appunto- cose diverse.

Racconteremo gli spettacoli che vedremo al Festival Opera Prima XX con parole scritte. Ma anche con disegni, volendo, o in altre forme.
Attraverso una grande quantità di esempi (dalla storia del teatro, delle arti visive e della letteratura), alcuni esercizi di sguardo e di scrittura e molti dialoghi, cercheremo di divenire spettatrici e spettatori (e più largamente, cittadine e cittadini) un po’ più consapevoli.

Non è richiesta alcuna competenza specifica, solo la curiosità e la voglia di interrogarsi sul gesto elementare e decisivo dello sguardo e su come esso, spesso in maniera inconsapevole, crei il reale.

Guardare, raccontare, accorgersi: si tratterà, in definitiva, di cercare quella diminuzione di sé che sola permette al mondo, anche quello strambo della scena, di rivelarsi.