
La performance di questi percussionisti professionisti, che ha avuto luogo in piazza Vittorio Emanuele II, ha stupito la gente con il ritmo e la diversità di generi musicali che ha presentato. Caratteristica è stata la scelta di utilizzare strumenti musicali provenienti dal riutilizzo di materiali di scarto. La performance ha saputo essere coinvolgente grazie ai musicisti che con il loro ritmo e la loro coreografia sono riusciti a far ballare la gente e che hanno permesso a due ragazze di partecipare attivamente allo spettacolo, suonando insieme a loro.
A mio parere uno spettacolo che ha presentato una novità rispetto al solito e che ha trasmesso un importante messaggio riguardante il riutilizzo e il riciclo.
Cristina Locascio
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Il concerto proposto dagli Psycodrummers è stato uno spettacolo volto alla stimolazione dell’apparato uditivo e in parte visivo. Il forte suono emesso dal loro battere le bacchette di ferro sui loro “bidoni” fatti di plastica riciclata risuonava nella pelle e nella gabbia toracica, come se il suono emesso dai loro tamburi si allineasse al proprio battito cardiaco. Il gruppo musicale, che si autodefinisce come un branco, è composto da 10 persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni che si occupano di percussioni, ma non solo. Questi uomini erano vestiti di nero e tutti quanti indossavano una museruola che aveva il compito di attrarre e incuriosire lo spettatore, oltre al fatto di essere molto in linea con il nome della band (psyco). Il concerto degli Psycodrummers per me voleva far passare una passione che per loro è quella dello strumento e della musica, ma che si può estendere ad un concetto più ampio legato all’inseguimento dei propri sogni. Dallo spettacolo passava grinta, carica e felicità che è ciò che mi è rimasto anche dopo la loro performance.
Gabriele Magno
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Io vedo 11 percussionisti vestiti di nero, con una museruola/maschera al viso.
Io vedo dei bidoni blu di varie dimensioni, con stampato il loro logo in bianco.
Io sento ritmi diversi creati tramite lo sbattere di bacchette su bidoni.
Io sento la gente che applaude a tempo, creando e seguendo un ritmo.
Nonostante gli Psycodrummers siano un gruppo di Rovigo, questa è la prima volta che assisto a un loro spettacolo. Diversamente da quanto pensassi non è il classico “concerto” dove tu, spettatore, ascolti e subisci passivamente la musica, ma sei invece parte e crei a tua volta suoni, tramite l’applaudire a tempo. Per coinvolgere e far sentire accolti gli ascoltatori, i percussionisti si avvicinavano e facevano provare i loro strumenti. La scelta dell'utilizzo di materiale di riciclo è particolare. Come detto da Luca Marcello, uno dei componenti del gruppo, durante il prefestival, la gente ha iniziato ad ascoltarlo, quando, al posto dei tamburi, ha scelto bidoni di plastica. Non si spiega perché, ma crede sia dovuto al legame che la gente sente con la plastica, la quale è di utilizzo comune e giornaliero. Per me ciò che attrae è il modo in cui hanno saputo ricavare musica da oggetti che di per sé hanno utilizzi del tutto differenti.
Deborah Bedendo
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Io sentivo il ritmo creato dalle percussioni degli artisti con vari strumenti diversi.
Io sentivo le mani degli spettatori che battevano a tempo per interagire con la performance.
Io sentivo le risate degli spettatori che si divertivano.
Lo spettacolo voleva spostare l'attenzione su ritmi provenienti dall'Africa e dall'Asia,gli strumenti erano realizzati con materiali riciclati per lanciare anche un messaggio ecologico. Inoltre, si cercava di coinvolgere direttamente lo spettatore facendolo interagire durante la performance, facendo così mancare il distacco tra spettatore e artista.
Samuele Masiero
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Io sentivo gli applausi delle persone.
Io sentivo il rumore delle bacchette di alluminio che sbattevano sui bidoni.
Io sentivo le voci di chi mi era vicino.
Io sentivo i commenti delle persone.
Hanno voluto, in parte, sensibilizzare le persone presenti utilizzando bidoni di plastica e ferro al posto dei tamburi, producendo ritmi tribali che hanno fatto ballare e applaudire gli spettatori.
Jacopo Vettorello
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Ho sentito musica e ritmo.
Ho visto bidoni blu, bacchette, imbragature, costumi e maschere nere.
Ho sentito gli applausi del pubblico.
Psycodrummers è uno spettacolo di un "branco" di persone, come dice l'autore stesso, che suonano bidoni di plastica riciclati come percussioni, accompagnati da una veste e una maschera nera, un po' inquietante e quasi minacciosa, in contrapposizione con l'atteggiamento molto coinvolgente e per il modo in cui gli artisti si approcciano al pubblico facendo provare gli strumenti, avvicinandosi agli spettatori, incitando le persone a battere le mani e producendo un ritmo che rende impossibile rimanere fermi.
Enrico Frigato
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Io sentivo il rumore delle bacchette di ferro sui bidoni.
Io sentivo il battito delle mani a ritmo.
Io sentivo il chiachiericcio della gente che passava in piazza.
Io sentivo le risate dei miei amici.
Io sentivo le parole usate dai 10 batteristi per coordinarsi tra loro.
Il concerto degli Psycodrummers è stato un momento per liberarsi dall'imbarazzo e lasciarsi andare a ritmo di musica, infatti tutti hanno iniziato a ballare, chi da solo e chi in compagnia. Inoltre, come da loro stessi dichiarato a fine concerto, ciò che hanno portato non è fine a sè stesso ma oltre al divertimento e alla musica porta come messaggio il riciclo. Questo perchè i loro strumenti a percussione erano bidoni in plastica trovati in un magazzino abbandonato.
Benedetta Manzoli
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Questa rappresentazione degli Psycodrummers è durata circa mezz'ora. Il gruppo di ragazzi si è presentato in Piazza Vittorio Emanuele II vestito di nero con delle imbragature di compensato a cui erano legati bidoni di plastica blu con la scritta "Psycodrummers". Il concerto è cominciato con il gruppo che suonava delle percussioni ricavate con materiali di riciclo. Durante tutta la rappresentazione il pubblico è stato coinvolto nell'esecuzione delle coreografie e delle musiche con l'invito a battere le mani a tempo di musica o a prendere il posto dei musicisti stessi e cimentarsi nell'utilizzo di queste percussioni. Secondo me l'intento di questa rappresentazione è quello di far conoscere ai cittadini ritmi esotici e non comuni e quello di far capire come si possa fare musica anche con materiali di riciclo.
Paolo Lavezzo
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Mercoledì 26 giugno alle ore 20 in piazza Vittorio Emanuele II ha avuto luogo il concerto degli Psycodrummers, caratterizzato dall’uso di bidoni riciclati come strumenti musicali e dall’utilizzo di maschere da parte dei musicisti. Coreografie coordinate e ritmate hanno coinvolto il pubblico presente in piazza anche grazie agli stessi artisti che, scegliendo fra persone del pubblico, hanno dato loro la possibilità di unirsi a loro e provare a suonare lo strumento insieme agli applausi del pubblico.
Dal mio punto di vista la scelta degli strumenti crea maggiore curiosità nella gente insieme anche all’utilizzo delle maschere, il cambio di ritmo oltre a rivelare la complessità della musica tiene concentrati durante tutto il concerto gli spettatori che nel frattempo si muovono e applaudono a ritmo di musica.
Martina Dicati
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Ho visto un gruppo di 11 persone vestite di nero, indossavano maschere nere che coprivano la bocca, suonavano e ballavano a tempo.
Ho visto il pubblico battere le mani e ballare insieme ai musicisti.
Ho visto due persone del pubblico prendere parte allo spettacolo improvvisando ritmi con i bidoni.
Lo spettacolo si è svolto nell'arco di mezz'ora, 11 persone si sono esibite suonando bidoni azzurri e muovendosi a ritmo e proponendo una coreografia. Durante lo spettacolo gli artisti hanno invitato gli spettatori a battere le mani a tempo e hanno chiesto a due persone del pubblico di suonare insieme a loro i bidoni. Gli Psycodrummers con i loro ritmi vivaci hanno coinvolto il pubblico che si è unito a loro ballando e battendo le mani.
Aurora Pinato