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TEATRO DEL LEMMING - ATTORNO A TROIA Ilio, Troiane, Aeneas

Lo spettacolo Attorno a Troia, Ilio Troiane Aeneas che ha avuto luogo il 14/06/225 è stato realizzato dal Teatro del Lemming a Rovigo.

Appena entrati Massimo Munaro ci ha accolto elencandoci varie avvertenze, come per esempio quella di togliersi gioielli e scarpe.

Il suo teatro infatti lo possiamo considerare rivoluzionario proprio perché lo spettatore diventa attore di ciò che vede. Per questo è meglio togliersi cose piccole e preziose onde evitare di perderle.

Infatti dopo essermi tolta anelli, orecchini, scarpe e aver sciolto i capelli, insieme agli altri 5 spettatori siamo andati nella sala dedicata allo spettacolo.

Tutti per mano abbiamo percorso una parte del teatro, c’era molto buio.

Una volta arrivati Massimo ci ha fatti sedere lungo una linea bianca, da una parte c’erano attori vestiti di bianco, dall’altra attori vestiti di nero.

Gli attori stavano a rappresentare l’antichità o comunque gli abitanti della città di Troia con i relativi guerrieri, noi eravamo l’attualità.

Inizialmente stavano combattendo tra di loro, poi hanno iniziato a tirare delle frecce verso di noi.

Nel frattempo una voce ha iniziato a prendere parte allo spettacolo, parlava di attualità.

Una serie di iniziative riguardanti tutte le guerre attuali, si parlava per esempio di guerra in Ucraina con le relative importazioni di armi e navi da battaglia.

A un certo punto gli attori ci prendono per mano ci fanno percorrere insieme a loro gran parte della sala, poi ci aiutano ad indossare una tunica bianca.

Poi a rotazione gli attori ci prendono e ci mostrano vari espedienti.

L’attrice che mi prese mi mostrò una pedina immersa nel riso, poi andai da uno che tra le mani teneva il cavallo di Troia, stratagemma per assediare la città, lui continuava a mettermelo nelle mani con una certa cattiveria frutto di delusione, un’altra mi pettinò dolcemente i capelli, ricevetti delle rose gialle, poi mi venne dato nelle mani un bambolotto e poi asciugai le lacrime di una donna.

Tutto molto particolare e che andava a riprendere la vicenda troiana.

Continuiamo a correre in modo confusionario per la stanza.

Viene posto poi un telo rosso, una nave sulla quale cerchiamo di aggrapparci tutti, distesi per terra.

Veniamo poi collocati alla fine della sala, da un’estremità noi e dall’altra gli attori.

In questa fase si sono accentuati gli sguardi, profondi e provocatori.

Finisce lo spettacolo, sempre per mano usciamo fuori.

Questo è stato il mio primo spettacolo appartenente a questa forma di teatro rivoluzionaria.

Inizialmente mentre raggiungevamo la sala avevo un po’ di paura perché c’era buio e non sapevo dove ci avrebbero portato.

Quando siamo entrati ero un po’ spaesata, gli attori combattevano vicinissimo a noi.

Poi ho però percepito la magia di ciò a cui stavo assistendo 

Un’infinità di sguardi ha inondato la stanza, mi sentivo a volte in imbarazzo, gli sguardi erano così intensi e toccanti.

Io mi sono sentita infatti molto toccata, questo spettacolo giocava infatti sulla sensibilità dello spettatore.

Toccata perché, anche se non personalmente, facente parte di questa società mi sentivo colpevole.

Una società che sembra aver tirato fuori il passato, riproponendolo.

Le guerre non sarebbero più dovute accadere ma l’uomo non riesce a trattenersi dalle sue azioni.

Azioni che colpiscono tutti, proprio come messo in scena dall’attrice che cullava tra le braccia, sommersa dalle lacrime, un bambino.

Questo spettacolo mi è piaciuto tantissimo, mi ha toccato moltissimo.

Mi ha fatto vedere in correlazione la nostra società e la società antica.

Un tuffo nel passato che credo che tutti debbano fare.

Martina Giordanella

 

Attorno a Troia Ilio Troiane Æneas è il punto di arrivo della riflessione condotta dal Teatro del Lemming nel corso degli ultimi anni. È infatti racchiuso in un’unica rappresentazione lo studio che è iniziato dall’Iliade, poi passa a Troiane di Euripide e si conclude con l’Eneide

Il profondo parallelismo che il Lemming vuole presentare tra il passato e il presente, specialmente nella sofferenza umana e nelle barbarie che sin dall’antichità l’uomo crea, dà spazio ad una riflessione nello spettatore: l’uomo non è poi cambiato così tanto, anzi più le tecnologie sono avanzate più è riuscito a creare modi per colpire più persone. Ciò è particolarmente visibile all’inizio dell’opera: la voce di Munaro scandisce prima versi dell’Iliade poi testate giornalistiche riguardanti i principali conflitti bellici attuali, in contemporanea gli otto attori presenti, divisi in due fazioni imitano una crudele guerra mentre gli spettatori sono collocati in un ipotetico confine fra le fazioni. Pienamente in linea con le teorie di Munaro circa il coinvolgimento dello spettatore, questo si sente assolutamente parte dello spettacolo. Prova dolore dinanzi alla bambola di un bambino morto nelle braccia della madre disperata, divertimento davanti all’interpretazione di un bambino che gioca. Tuttavia ci si rende conto che in realtà anche le scene positive hanno uno sfondo malinconico e scuro: “questo non è il nostro paradiso!” gridano gli interpreti, prendendo per mano uno spettatore alla volta come se fosse il proprio amato e fuggendo, cercando un posto dove il loro amore e la loro felicità è veramente possibile. Tale luogo c’è, ed è dove i diritti umani sono per tutti, dove mancano la guerra e la sofferenza. Dove gli uomini si rendono conto che sono tutti pari e che la diversità è da celebrare, non vedere come difetto. 

Al termine dello spettacolo si è invitati ad uscire in silenzio, e non si riesce a non essere in silenzio perché dopo un’opera così forte, nell’immediato non si riesce a dire nulla, non si riesce a fare nulla se non pensare, riflettere su quanto visto. Complimenti agli attori della compagnia del Lemming per la potenza dei loro gesti, delle loro parole. 

Paolo Meneghetti

 

Attorno a Troia è un’opera che presenta avvenimenti risalenti ai miti greci e pone lo spettatore come parte integrante dello spettacolo.

In un primo momento, ciascuno degli otto partecipanti assiste ad una battaglia tra due fazioni, Achei e Troiani, sulla linea di conflitto che separa le due parti; in seguito, viene coinvolto attivamente nell’opera, prima venendo accompagnato sul campo di battaglia da uno dei combattenti, e poi recandosi da ciascuno degli attori-guerrieri, ognuno dei quali condivide un oggetto diverso: un pettine, dei semi, una rosa, tutti elementi che uniti coinvolgono pienamente i sensi dello spettatore. Lo spettacolo si conclude in una confortante unione umana, sia tra gli attori prima rivali, sia tra i partecipanti allo spettacolo.

Una voce lontana ci accompagna nell’arco dell’opera, paragonando gli scontri epici rappresentati a quelli presenti, ma con una differenza: se un tempo gli scontri erano voluti da Ares e gli altri dèi dell’Olimpo, ai giorni nostri chi è a ordinarli? È forse parte della natura umana?

Nicolas Andriotto

 

ATTORNO A TROIA

 Illustrazione di Beatrice Pizzardo