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Teatro Nucleo, Quijote!

Venerdì 28 luglio in piazza Vittorio Emanuele II alle ore 22 è stato messo in scena Quijote! del Teatro Nucleo. Lo spettacolo racconta la storia del romanzo di Miguel Cervantes incentrato sulle vicende di Don Quijote e del suo scudiero Sancho, riprendendo le vicende principali.

I cavalli meccanici, l’intera scenografia e i vari giochi con il fuoco hanno tenuto incollati gli occhi degli spettatori sia grandi che piccoli alla rappresentazione.

Secondo la mia opinione questo spettacolo è riuscito a coinvolgere molto il pubblico suscitandone il riso. La scenografia mi ha colpito molto anche per l’originalità, insieme anche all’abilità degli attori di riuscire a cambiare il proprio personaggio rapidamente soprattutto dal punto di vista mentale ed emotivo.

Martina Dicati

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Vedevo gli attori in costante movimento recitare le varie parti e fare le loro coreografie.

Vedevo gli attrezzi utilizzati dagli attori nelle varie coreografie tra cui gli strumenti per i giochi col fuoco e i due cavalli meccanici.

Vedevo gli spettatori disposti ai lati della rappresentazione che osservavano ciò che stava accadendo.

Sentivo la voce di sottofondo che narrava gli eventi delle rappresentazione.

Sentivo la musica di sottofondo che era molto incalzante ed energica.

Sentivo i dialoghi tra i vari personaggi all’interno delle scene.

Sentivo le risate degli spettatori che stavano guardando lo spettacolo.

Sentivo un brusio di sottofondo dovuto alle altre persone presenti in piazza che stavano chiacchierando e non guardando lo spettacolo. 

Lo spettacolo è iniziato più o meno alle 22:10, è durato circa 70 minuti e si è svolto in piazza Vittorio Emanuele II. Quando la rappresentazione cominciò, iniziarono a comparire i vari attori travestiti in base al ruolo che dovevano interpretare. Ogni tanto, alcuni di questi attori sparivano per qualche istante per travestirsi da un altro personaggio da interpretare. Nelle parti più importante dello spettacolo, si sentiva una voce narrante di sottofondo che spiegava cosa stava accadendo e, di tanto in tanto, i vari personaggi avevano piccoli dialoghi tra loro. Inoltre, all’interno dello spettacolo c’erano molte coreografie fatte utilizzando strumenti come nastri, ventagli e attrezzi per i giochi con il fuoco. Tutte le scene erano accompagnate da una musica che dava un ritmo incalzante. Secondo la mia opinione, l’intento di questo spettacolo era divertire il pubblico, dato che c’erano varie parti comiche e parti in cui l’irrazionale prendeva il sopravvento. Inoltre questa rappresentazione, sempre secondo la mia opinione, affrontava il tema dell’affermare sé stessi e quanto il mondo possa essere crudele contro chi prova ad affermarsi. Questo perché Quijote mostra di essere energico e disposto a combattere contro il male nonostante continui a cadere negli scherzi crudeli di chi incontra. 

Samuele Masiero

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Quijote! è durato circa 70 minuti. Questo spettacolo, proposto dal gruppo Teatro Nucleo, è una rivisitazione di alcune delle scene più famose del Don Quijote di Cervantes. I due attori principali aprono la scena andando in giro con una moto che rappresenta un cavallo. Don Quijote e il suo aiutante incontrano altri personaggi e vivono altre avventure. Raggiungono il culmine nella famosa scena del combattimento con il mulino a vento, fino all'ultima scene in cui Don Quijote viene imprigionato e liberato. Questa rappresentazione credo abbia l'intento di rappresentare in chiave comica uno dei classici della letteratura spagnola. 

Paolo Lavezzo  

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Lo spettacolo vuole trasmettere un pensiero di leggerezza e divertimento a tutta la città, amanti del teatro o no, utilizzando la piazza come mezzo per essere davanti agli occhi di tutti. Questa è la forza di una storia di divertimento, che tutti possono capire e godersi, senza aver la necessità di avere informazioni culturali particolari.

Francesco Chinaglia

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Io vedevo i vestiti colorati della folla.

Io vedevo il fuoco con il quale "giocavano" gli attori.

Io vedevo i fuochi d'artificio usati per determinate scene.

Io vedevo le imponenti scenografie.

Io vedevo la folla accalcata attorno al palco in piazza. 

Questo spettacolo, che porta in scena il romanzo di Cervantes, è un tripudio di colori e scenografie mozzafiato. Gli attori sono legati da una complicità unica che viene percepita dal pubblico, come emerso dallo scambio di opinioni del prefestival, ed è impressionante come riescano a cambiare personalità e espressioni tanto velocemente quanto cambiano il personaggio che rappresentano. Personalmente l'aspetto che mi ha colpito di più è la grande destrezza degli attori nel maneggiare il fuoco e nel fare acrobazie. Quindi nell'usare, oltre che alla voce, per comunicare, anche il corpo. 

Benedetta Manzoli

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Definirei Quijote! un “Monumento alla Stupidità”: un inno alla gioia, alla follia e alla semplicità. Come sempre è difficile portare uno spettacolo in piazza, i rumori di sottofondo sono un ostacolo importante da superare, ma presentare così un’opera apre moltissime porte, qualsiasi persona che passa può potenzialmente diventare spettatore. Ebbene con Quijote! è successo proprio questo: mentre assistevo la gente che passava rimaneva sbalordita dall’opera. In molti si chiedevano cosa fosse, altri si fermavano ad ascoltare. In Quijote! il cast ha veramente superato ogni limite, tra giochi di fuoco, pirotecnici e scenografie di altissimo livello. Il ritmo incalzante del cast e il modo in cui questo si poneva al pubblico, talvolta includendolo anche nello spettacolo stesso, hanno trasmesso gioia e spensieratezza pura. L’esagerazione di ogni minimo aspetto enfatizza la comicità e anche la scena del rogo dei libri, unica più cupa, è stata presentata in modo eccellente.

Paolo Meneghetti

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Tanto tempo fa in una terra lontana, lontana… viveva Don Chisciotte della Mancia. Il sogno, o il desiderio, di vivere un’avventura. Il racconto di innumerevoli racconti: il salvataggio, grottesco, di una donzella in pericolo e lo scontro con un mostro malvagio. Poi il viaggio al galoppo, al fianco di Sancho, per terre lontane e l’incontro con genti di altri cantoni. Vivere esperienze di salvataggi e rapimenti, imboscate e rocambolesche fughe verso nuovi rifugi. Neonate e vecchie conoscenze, amiche o nemiche, sul tragitto del cammino. Giochi di fuoco o di spada. La ricerca di un cimelio o di un amuleto di protezione; un elmo argentato. La festa e la gioia, la vittoria e la sconfitta. L’unione e la disunione di innumerevoli fazioni di grigie tonalità. Poi il brindare, dove la condivisione diventa occasione di estasi. Il continuo avvicendarsi di variegate situazioni di infinite tonalità cromatiche. La sfida il motivo di riso, il gioco, quello, di esaltazione. Poi la prigionia e il doloroso atto di osservare inermi di fronte alla distruzione. Quella lettura assidua, motore del desiderio di partire alla scoperta. Infine l’ultimo saluto, la liberazione dalle gabbie del carcere. Il primo ed ultimo monologo. Quijote! è uno spettacolo vivace, il prodotto di situazioni surreali in cui la narrazione viene definita da un sussulto di emozioni. Le suggestioni del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes sono rievocare dalla danza, dalla musica, a volte ammiccante alla contemporaneità, dalla presenza scenica degli artisti e soprattutto dalla curiosa e originale scenografia che si costituiva di monumenti di ferro tra cui il mulino a vento, animato e definito dal fuoco e dallo scoppiettare al cielo dei fuochi d’artificio, attaccato e sconfitto da Don Chisciotte in un ultimo e mitico assedio. La scenografia poi era popolata da macchine motorizzate alle quali riconducevamo astrattamente i fidi destrieri dei nostri due protagonisti. La pavimentazione rialzata della piazza Vittorio Emanuele II fungeva da ideale palcoscenico il quale veniva rimodulato e reinventato più volte, durante la durata di tutto lo spettacolo, attraverso lo spostamento dinamico e continuo degli oggetti e dei soggetti in scena. La performance degli artisti contribuiva a rendere l’atmosfera leggera e gioiosa. Le movenze corporee venivano amplificate grazie all’utilizzo di protesi per arrotondare i corpi e di costumi capaci di vivere di una propria natura, produttori di suoni e diffusori di storie. Quijote! ci racconta della bellezza del sogno, dove la fantasia può produrre narrazioni di incredibile vitalità, dove però la semplicità del divertimento è sempre centrale. 

Lorenzo Campice

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Quijote! è uno spettacolo aperto a tutti, per questo si è svolto in piazza Vittorio Emanuele, dinanzi agli occhi di ogni passante, cosicchè possa essere divertito dall'incredibile performance del gruppo di attori. Ho assistito a danze, dialoghi, esagerati festeggiamenti, combattimenti, coreografie con il fuoco, in un’atmosfera comica, che ha suscitato una risata in ogni spettatore. Come affermano anche gli autori, l'opera è dedicata a ogni tipo di spettatore, con lo scopo di divertire, senza bisogno di conoscere bene la storia rappresentata o scavare nel profondo significato, in contrapposizione con altre opere del Festival come Voodoo o What did i just do?, che provengono dall'estremo opposto dell'universo del teatro.

Enrico Frigato

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Alla vista dello spettacolo Quijote!, ispirato alla storia di Don Chisciotte e Sancho, ho avuto l'impressione di trovarmi davanti a una rappresentazione teatrale che puntava molto sull'intrattenimento visivo attraverso l'uso di scenografie e oggetti particolari. Mi hanno colpito in particolare i giochi con il fuoco e l'impalcatura costruita appositamente per fungere da mulino a vento. Ho notato che tutti, grandi e piccoli, sono stati in grado di godersi lo spettacolo, persino coloro che non conoscevano la storia di Don Chisciotte. Questa rappresentazione è stata in grado di portare un sorriso sul volto di tutti e di riunire la città in piazza, attirando anche coloro che passavano di lì per caso; penso che il teatro abbia anche questo scopo, nonostante la sua capacità di portare il buon umore venga spesso sottovalutata. Inoltre, sono rimasta positivamente impressionata dalla bravura degli attori nel calarsi nei propri personaggi senza nessuna vergogna, anche nei momenti più "ridicoli", e ho notato che ognuno di loro sembrava completamente a proprio agio con il proprio ruolo. Ad esempio, al momento dei saluti finali, non ho percepito l'istante in cui la facciata da personaggio ha lasciato il posto a quella di attore poiché il distacco non è stato netto: ogni attore sembrava portare al proprio interno una parte del corrispettivo personaggio. 

Silvia Travaglia

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Durante questo spettacolo ho visto molti personaggi che cambiavano continuamente il loro ruolo attraverso diversi abiti e voci; ho visto una meravigliosa esibizione in cui il protagonista era il fuoco e ho visto molti effetti speciali tra cui fuochi d’artificio, luci e fumo.

Il divertimento era ciò che ha animato la serata, attraverso gesti “stupidi” e irrazionali si cercava di interpretare modi di pensare e di vivere l’epoca medievale oltre alla drammatica e comica storia di Don Chisciotte.

Chiara Sguotti