
VEN 12 GIUGNO h 11
filosfia di due metafore dell'esistenza
Nel presente stato di guerra del mondo con il mondo, quando conflitti e catastrofi di ogni genere occupano le cronache di tutti i giorni, sembra che ogni atrocità possa essere accolta e sopportata nelle maglie del quotidiano. È come se i contemporanei avessero fatto proprio lo sguardo dell’autore dell’Apocalisse, che assiste alla fine del mondo senza venirne toccato. Uno sguardo distaccato e imperturbabile, che Andrea Tagliapietra individua come tipico dello spettatore, figura che nell’età dei Lumi inaugura la condizione moderna e che oggi si pone sempre più come protagonista di un mondo concepito come spettacolo. A contendergli la scena si muove però un’altra figura, quella del lettore: il lettore non cessa di creare uno spazio
metaforico, intimo e privato, non smette, ancora ai giorni nostri, di erigere pazientemente un presidio di resistenza ai processi spettacolari e anestetizzanti di omologazione della società.
Le due figure emblematiche del lettore e dello spettatore si configurano come due modalità dell’esistenza. Da un lato c’è chi assiste passivamente alla catastrofe, illudendosi di sopravviverle sempre, e dall’altro chi, attraverso il segreto della lettura, prova a opporre all’apocalisse quotidiana l’argine della propria singolarità.
Andrea Tagliapietra, ordinario di Storia della filosofia, insegna all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha fondato Crisi (Centro di ricerca interdisciplinare di storia delle idee) e, con Massimo Cacciari, Icone (Centro europeo di ricerca di storia e teoria dell’immagine). Per i tipi della Donzelli ha pubblicato I cani del tempo (2022), La metafora dello specchio (2023), Il lettore e lo spettatore (2024). Nel 2004, con La virtù crudele. Filosofia e storia della sincerità, ha vinto il Premio Viareggio-Répaci per la saggistica.
FESTIVAL OPERA PRIMA - EDIZIONE XXII






















