
GIOV 15 GIUGNO ore 22.00
GIARDINI DUE TORRI
MICHELE SAMBIN
IL TEMPO CONSUMA 1978/2023
voce, violoncello, videoperformance Michele Sambin
voce Ludovica Manzo
regia audio/video Alessandro Fiordelmondo
Nel 1978 Michele Sambin elabora la performance Il tempo consuma: l’artista si siede davanti a un monitor, ripreso frontalmente da una telecamera. Il suo torso inizia a oscillare mentre pronuncia le parole: “Il tempo consuma le immagini, il tempo consuma i suoni”. L’evento viene registrato e dopo un breve scarto temporale la sua riproduzione appare sul monitor alle spalle del performer. Lo spettatore si trova di fronte ad un’azione reale e alla sua registrazione sullo schermo. Il processo si ripete e il sistema continua a generare in autonomia il medesimo processo, che ora può fare a meno dell’azione umana. Il nastro continua in maniera ricorsiva a essere scritto dalla ripresa in tempo reale e sovrascritto dalla registrazione sfasata, producendo una stratificazione di immagini e suoni che via via si degradano per un effetto inevitabile nella catena analogica.
Nel 2022 in collaborazione con il Centro di Sonologia Computazionale viene aggiornato il sistema video loop che da analogico passa a digitale. Questa operazione consente all’artista di rimettere in vita la performance storica e ogni nuova presentazione apre a ulteriori possibilità di ricerca tecnico poetiche.
Michele Sambin regista, musicista e pittore conduce una ricerca che ha come tema il rapporto tra immagine e suono. Negli anni '70 sue opere sono state presentate a Bologna, Galleria d’Arte Moderna; a Ferrara, Palazzo dei Diamanti; alla Biennale di Venezia; a Milano, Palazzo Reale e a Londra, Vancouver, Ginevra. Nel 1980 fonda Tam Teatromusica e ne diventa direttore artistico. Con il Tam realizza più di 80 spettacoli multimediali con i quali partecipa a numerose manifestazioni e festival in Italia e all'estero. Le sue opere sono state presentate in vari musei: Maxxi e Macro, Roma; Gam, Torino; Mart, Trento. Nel 2019 è stato realizzato il film Più de la vita, con la regia di Raffaella Rivi, che racconta il suo percorso fra arte e vita.
durata 50‘
* generazioni
FESTIVAL OPERA PRIMA - EDIZIONE XIX
















