LUNEDI' 7 SETTEMBRE 2020 | dalle 17:00 alle 21:00 nelle case della città
IL TEATRO DA TE
UNA SOLA MOLTITUDINE
tanti piccoli atti poetici da invitare a casa tua
puoi prenotare l’evento gratuito nel cortile, sotto le finestre o nel salotto di casa tua
chiamando il numero 327 3952110 a partire dal 25 agosto.
su testi poetici di FERNANDO PESSOA
con Beatrice Pizzardo, Ciro Mattia Gonano, Elena Fioretti, Giorgia Brandolese, Giorgia Forno, Liliana Palumbo, Romina Zangirolami, Thierry Parmentier
un’idea di Massimo Munaro
L’idea nasce durante i lunghi e difficili mesi di lockdown, chiuso in casa, lontano dalla sala teatrale, dagli amici e dai compagni di lavoro, con la prospettiva di stare fuori dalle scene chissà per quanto tempo. Per i nostri spettacoli poi, che notoriamente prevedono un diretto coinvolgimento sensoriale degli spettatori, sembrava che quel tempo non sarebbe arrivato mai più. “Nulla sarebbe più stato come prima” pontificavano, in lunghe maratone su zoom illustri direttori di teatro, registi, attori, rappresentanti sindacali…. Insomma, la maggioranza dei teatranti sembrava orientarsi, chi con rassegnazione chi con malcelato entusiasmo - sulla linea ministeriale che annunciava che presto, per risolvere tutti i problemi, si sarebbe presto varata una Netflix del teatro - che la via ineludibile per la sopravvivenza del teatro era quella di un suo trasferimento (provvisorio?) sulle piattaforme digitali. Ed ecco così che per mesi e mesi i teatranti hanno fatto a gara a riempire l’etere di video, promo, spettacoli, dichiarazioni, interviste, eccetera eccetera.
In quei mesi di solitudine forzata, al contrario, io ho pensato che mi sarebbe piaciuto - vista l’impossibilità per gli spettatori di uscire di casa - portare direttamente il teatro sotto le loro finestre o direttamente davanti o dentro le loro case. L’idea semplicissima è che se tu non puoi andare a teatro allora è il teatro a venire da te. Non in video, non con un simulacro d’immagine, ma con un attore in carne ed ossa: perché il teatro o è in presenza o semplicemente non è.
Immediatamente ho pensato a Pessoa… Una sola moltitudine. In fondo, siamo stati per mesi proprio quella cosa lì: una moltitudine di solitudini, una collettività in cui ognuno era isolato e solo. Spezzare per un attimo questo isolamento - questa “distanziazione sociale” - era la cosa giusta da fare. E sentivo che sarebbe stato importante provare a farlo con la poesia, che era forse la cosa che mancava di più nella nostra faticosa quotidianità. Ho pensato anche che sarebbe stato bello non fare performance ma concepire le azioni da portare come dei piccoli atti poetici, dei doni, un piccolo bouquet di versi da regalare allo spettatore.
Ho anche deciso da subito che sarebbe stato necessario realizzare questo evento per una volta non con gli attori del Lemming, ma, come piccola forma di sostegno e riconoscimento, con altri attori, per lo più della città, tagliati fuori in questi mesi dai sostegni economici o dagli ammortizzatori sociali. Con ciascuno di loro abbiamo concordato una poesia di Fernando Pessoa che ognuno interpreterà liberamente. Ogni attore si recherà in una diversa casa della città. L’evento dura pochi minuti e la nostra intenzione è quella di poterlo replicare, pur in una relazione uno-ad-uno, per più cittadini possibili.
Ora tocca a voi, spettatori, accogliere la piccola opportunità di invitare un attore della città nel cortile, sotto le finestre o nel salotto di casa, per un piccolo e breve incontro che ci restituisca per un attimo, con un sorriso, il sapore dolce-amaro del teatro.
Massimo Munaro
















