
Alla fine del febbraio di quest‘anno l‘emergenza sanitaria ci ha colti, come tutti, impreparati e nel pieno dell‘organizzazione del Festival. Da subito abbiamo deciso, nei limiti e nell‘incertezza delle condizioni che si sarebbero create, di confermare comunque l‘evento. Sentivamo infatti che il Festival poteva essere un‘occasione importante per tornare a condividere collettivamente l’arte e la cultura, nel rispetto della sicurezza e della salute dei cittadini, senza rinunciare però a creare un momento di festa, di comunità, di incontro tra artisti e spettatori nel qui ed ora dell’evento.
Opera Prima torna così anche quest‘anno a proporsi come luogo di esplorazione e ricerca dei nuovi linguaggi della scena. Dedicato da sempre alle nuove creatività giovanili, il Festival si propone anche come luogo di incontro, confronto, dialogo, scontro di idee, pensieri, pratiche, generazioni.
Opera Prima vuole configurarsi in effetti come un ponte fra le generazioni. In un mondo che riduce anche l‘arte ad un puro attimo irrelato, senza storia né memoria, sentiamo la necessità di costruire uno spazio nel quale artisti di diverse generazioni, maestri e allievi, artisti affermati e nuovi talenti, si incontrino, riflettano, in bilico fra eredità e tradimento.
Anche quest‘anno abbiamo invitato così artisti provenienti da diverse generazioni ad essere presenti con un proprio spettacolo. Ad alcuni di essi è stato chiesto di segnalare una rosa di nomi tra cui individuare un giovane gruppo da invitare. In questo modo alcuni gruppi storici si fanno responsabili dell‘invito al Festival di un giovane gruppo. Il Festival ha indetto poi un Bando d‘invito, da cui abbiamo ricevuto quasi 500 proposte, rivolto a giovani gruppi italiani ed europei: attraverso questa call sono stati individuati altri cinque giovani gruppi.
Abbiamo dovuto rinunciare per quest‘anno alla presenza di artisti internazionali, cifra importante del Festival, fatto salva la presenza di artisti italiani che pure vivono ed operano all‘estero. D‘altra parte l‘attuale contingenza ci ha spinti a rafforzare e a stringere nuove collaborazioni con diversi soggetti della città, e a immaginare nuovi ed inediti progetti.
L‘emergenza sanitaria ci ha infine indotto a raddoppiare le giornate del Festival diluendo la quantità giornaliera degli eventi, senza per questo rinunciare, nonostante l‘incertezza della situazione, alla qualità delle proposte di cui quest‘anno siamo particolarmente orgogliosi.
FESTIVAL OPERA PRIMA ETS
Il Festival è, come sempre, dedicato a Martino Ferrari e Roberto Domeneghetti.
Martino Ferrari è stato uno dei fondatori del Teatro del Lemming. Perse la vita in un incidente aereo nell‘ottobre 1993 mentre, in qualità di ricercatore dell‘Università di Ferrara, sorvolava un sito archeologico ad Isernia.
Roberto Domeneghetti è stato, fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel gennaio 2003, uno dei protagonisti dell’attività del Lemming e della stessa ideazione e nascita di questo Festival.
HANNO SCRITTO A PROPOSITO DELLA XVI EDIZIONE:
















