
EDIZIONE XVII
Nonostante le restrizioni e le difficoltà imposte anche quest’anno dall’emergenza sanitaria, abbiamo voluto, senza alcuna indecisione, essere presenti in città con il nostro Festival. Sentiamo infatti che Opera Prima può essere un‘occasione importante per tornare a condividere collettivamente l’arte e la cultura, nel rispetto della sicurezza e della salute dei cittadini, senza per questo rinunciare a creare un momento di festa, di comunità, di incontro tra artisti e spettatori nel qui ed ora dell’evento.
In questo lungo periodo di “resistenza”, a cui è sottoposta l’intera comunità, abbiamo pensato al Festival come ad un momento di “rinascita” a cui pure occorre rivolgersi per cominciare a pensare e immaginare il futuro. Alla “rinascita” rimanda così l’immagine del Festival legata, come per le ultime edizioni, all’iconografia dei tarocchi: la carta 17 è la carta delle “Stelle”, la carta che simboleggia la speranza di un rinnovamento e l’attesa di una nuova alba.
Opera Prima si conferma naturalmente luogo di esplorazione e ricerca dei nuovi linguaggi della scena, a partire dalle nuove creatività giovanili, e al contempo si propone anche come luogo di incontro, confronto, dialogo, scontro di idee, di pensieri e di pratiche. Il Festival vuole inoltre configurarsi, come è accaduto nelle ultime edizioni, anche come un ponte fra le generazioni.
Ad alcuni maestri della scena è stato chiesto di segnalare una rosa di nomi da cui il Festival ha individuato uno o più giovani artisti. Il Festival ha indetto poi un Bando d‘invito, da cui oltre 500 proposte giunte da tutto il mondo: attraverso questa call sono stati individuati altri cinque giovani gruppi.
Quest’anno, inoltre, non abbiamo voluto rinunciare, nonostante le difficoltà, alla presenza di artisti internazionali, che resta una cifra importante del nostro Festival.
La prima parte di Opera Prima offre importanti occasioni di incontro e riflessione sulla storia e sul presente della scena teatrale, mentre la seconda (gli ultimi quattro giorni) rappresenta il cuore del festival con i tanti spettacoli proposti.
Uno sguardo, inedito per noi, è quello che quest’anno si rivolge all’infanzia, con eventi che hanno come oggetto o che sono direttamente dedicati al pubblico dei più giovani. Pensiamo infatti che possa esserci un futuro solo dando spazio e attenzione, spesso negati nella quotidianità, alle nuovissime generazioni, sulle cui spalle ricadrà inevitabilmente l’eredità di questo mondo: da loro, dai bambini, parte la possibilità di un cambiamento e di una reale rinascita. E anche su questo noi adulti abbiamo oggi molte ragioni di riflessione e di cambiamento. Perché all’opposto della sacralizzazione del mercato e della logica del capitalismo, il teatro ci ricorda che l’abitare dell’uomo non si risolve nel sottomettere e nell’appropriarsi, ma nel coltivare e nel custodire.
Il Festival è, come sempre, dedicato a Martino Ferrari e Roberto Domeneghetti.
Martino Ferrari è stato uno dei fondatori del Teatro del Lemming. Perse la vita in un incidente aereo nell‘ottobre 1993 mentre, in qualità di ricercatore dell‘Università di Ferrara, sorvolava un sito archeologico ad Isernia.
Roberto Domeneghetti è stato, fino alla sua prematura scomparsa avvenuta nel gennaio 2003, uno dei protagonisti dell’attività del Lemming e della stessa ideazione e nascita di questo Festival.
Hanno scritto a proposito di questa edizione:
R. BORGA | KLP - Da MOMEC alla Syria. Tra memoria e storia personale
L. DELFANTI | PAC - Opera Prima 2021: teatro nel segno delle stelle
M. D. PESCE | DRAMMA.IT - Festival Opera Prima 2021
R. BORGA | KLP - Pippo di Marca: abbiamo preso il teatro e l'abbiamo girato a 360°. Intervista
ROVIGO IN DIRETTA - La storia del Lemming e la "tetralogia", in un libro
R. BORGA | KLP - La tetralogia del Lemming, manifesto di un credo teatrale
ROVIGO IN DIRETTA - Parte il Festival Opera Prima: "A che serve il teatro?"
L. DELFANTI | PAC - Game Theory di Joshua Monten: si gioca al Festival Opera Prima!
F. MARCHIORI | A TEATRO - Per una ecologia dell multimedialità
















